Archivi del mese: agosto 2011

Hai VISTO ? [Aggiornato due volte]


Dear Sir, Pleased be advised that further to your Study Permit Application an interview with the Immigration Officer is required. Your interview has been scheduled for August 29th, 2011 at 2:30p.m. at our office in Rome. May you please confirm this appointment by responding directly to this e-mail.Sincerely,Visa Section / Section des Visas

Aggiornamento: 

Gentile Signore,
La avvisiamo che è necessaria la Sua presenza.
Cortesemente voglia confermare l’appuntamento.
Distinti Saluti,
Visa Section

Ho fatto il biglietto a/r per Roma. In bus da Modica stesso. M’è costato quanto un ferragosto di lavoro e una giornata di lavoro normale. O come diciotto cocktail, praticamente quello che un ragazzo normale spenderebbe in quattro serate divertimento. Sono nervoso.

Fatti del lavoro

Stamattina mi sono alzato alle 14:30. E sono andato subito al bagno. Ma non è di questo che volevo parlare qui.
Il mio lavoro al pub/night/disco sta pian piano finendo. Di gente ne arriva meno, la gente va via prima, la gente è stanca. Ma io torno a casa sempre alle cinque del mattino, con picchi che raggiungono le 7-8.
Qualche giorno fa ho preso la giornata libera che mi ha fatto apprezzare ancora più il gusto del lavoro. Poi ieri sera mi è stato dato il secondo acconto: trasformazione dell’energia la chiamo io. Ho calcolato che con una mia giornata di lavoro potrei permettermi l’acquisto di un mojitone (otto mojito in un unica caraffa), che con un’ora di lavoro potrei permettermi un cocktail analcolico ma non uno alcolico che infatti costa 5€. E la cosa che più mi spinge a riflettere è che non conta se sto scopando le pedane, se sto intrattenendo la clientela convincendola a spendere ancora o se sto buttando l’immondizia: un’ora viene conteggiata come sessanta minuti. E io credo che guadagnerò circa 6 centesimi al minuto.
Certamente non è quel che mi aspetto da me che ho sgobbato a pagamento per tre anni su dei libri che spiegavano cose ben diverse rispetto alla preparazione di un mojito. Che ho imparato come si fa fra l’altro. Meno di 50ml di Rum, si può scegliere se farlo col chiaro o con lo scuro, oppure si prende il mojito al pacino che è fatto con la vodka. E se si è ben disposti a spendere n’euro in più si può prendere il mojito strong. Che come dice la parola, è chiù fotti!
Un’altra cosa che apprezzo del mio lavoro è la catena di aneddoti che inanello nella collana dei miei racconti. Come quella tipa bionda, dal trucco un po’ accentuato e secondo me una porcona assurda che continua a prendersi drink del tipo: Figà, Blowjob (sarebbe la traduzione inglese di pompino), Orgasmo. Nell’ordine che preferite. Ieri si è pure versata l’Orgasmo addosso, cocktail che (ho imparato) prende il nome dal colore che assume dopo essere shakerato con la panna.
Poi ho conosciuto meglio Tony ‘u killer. Rappresenta la Sicurezza del locale. Ma in realtà ha la funzione di avvisare il dj quando passano dallo stradone affianco gli sbirri. Il dj stacca la musica e Tony (che Paolo pensa sia stato in carcere per via di un suo tatuaggio sulla mano) si avvicina al bancone e invita i ragazzi a non consumare alcolici con uno spiccato accento catanese: picchiotti, l’acccol ‘oo finemmu. Nunn’avemu chiùi acccol. Ieri il killer si rivolge verso di me: ‘mbare, chiè lo prendi u palloncinu cà ciò rugnu alla picciridda. Anche i killer hanno il lato tenero. Solitamente però Tony accarezza le donne che già chiamarle donne è un complimento per le lor signore, le mignotte. Ultimamente offre da bere e pure i tocchetti di frutta al vicequestore della Digos. Io non so chi è e perciò non ho timori referenziali. Ma Tony la tratta come se fosse il padre eterno due – il ritorno.
Ieri infine sono stato cazziato ben due volte. Per me è un record dato che che sono un hard worker. La prima ancora non me la spiego. Praticamente ho preso una comanda ad un tavolo ed erroneamente l’ho richiesta a due baristi che l’hanno fatta entrambi. Il responsabile tra il serio e lo scherzoso mi ha intimato che la volta successiva mi avrebbe fatto bere tutti i cocktail in eccesso e naturalmente caricati sulla mia scheda personale. Il problema serio è che ho un vuoto di memoria e non ricordo d’averlo detto a due baristi ma ad uno solo. Ma con la stanchezza del lavoro ho subito effetti ben più gravi, come quel giorno in cui credevo di aver visto la morte. Non è una morte o una mia tipica esagerazione: ho avuto la sensazione che stavo per morire e dicevo fra me e me ecco cosa si sente prima di morire, quello che nessuno ha mai potuto raccontare…
La seconda cazziata invece l’ho avuta perché a detta del capo “pustiavo” troppo a lungo (“pustiare” sta per far la posta, provarci con qualcuno). Il problema non è nel pustiare ma è nel farlo a lungo. Cioè posso provarci con chi mi pare ma devo farlo in fretta. E’ il duro lavoro del runner! In realtà stavo soltanto risalutando un’amica con cui in qualche modo si doveva rompere il ghiaccio: è la divisa che indosso al lavoro è risultata essere meravigliosa per questo scopo. Paolo sostiene che mi fa pure più attraente. E non m’ha ancora vista con i guanti in lattice!
Ho scoperto ieri sera che 4 shortini sono il mio limite di lucidità. Dopo la visione periferica e la capacità di camminare lungo una linea retta vanno gentilmente a puttane e divento assolutamente meno timido. Perciò la prossima volta che temo di vedere la morte so che mi bastano 4 di quei bicchierini per sputarle in un occhio e continuare, faticando e gioendo, a fare il mio lavoro. C’ho le diapositive.

Io e Antonio con i nostri guanti in lattice!
Colleghi di fatica…
Io mentre “rompo il ghiaccio”
…e infine la foto simbolo del mio lavoro. Bevo a scrocco, mi diverto molto, fatico di più!

Il visto e le stelle cadenti

Stamattina alle 11 quando io ancora avevo accumulato solo cinque ore di sonno ha chiamato l’ambasciata canadese di Roma. Mamma mi ha scosso nel sonno, io non ho capito un cazzo, poi ho capito. Forse.
Alla fine per farla breve (che devo tornare al lavoro) vogliono una certificazione della mia istruzione. Mandata questa, e l’ho già fatto, tempo due settimane e avrò la lettera a casa che dovrò far vedere al funzionario dell’aeroporto d’arrivo.
Allora le stelle cadenti funzionano, anche se le vedi con la coda dell’occhio…

“Occupato!”

Questo nella foto a sinistra – nella parte destra della foto – sono io qualche giorno fa in una località della costa ragusana intento a fare chissà cosa di imprecisato dato che non mi sono accorto dello scatto. E questo qua a destra nella foto sono sempre io qualche anno fa, nella cucina di una pizzeria del mio paese. Il mio primo lavoro retribuito se omettiamo quelle volte che uscivo con mio padre come il ragazzetto del fotografo.   
Questo qua a lato sono ancora io nella campagna di mio nonno, indaffarato nella bacchiatura delle carrube. Quando guardo queste foto sono orgoglioso di me. Quando ripenso ai “miei” lavori non documentati da foto sono più che orgoglioso di me. Moltissimo orgoglioso. La mia prima giornata di lavoro è datata marzo 2003: la serata del derby della madonnina. Per me tifoso dell’inter fu un po’ difficile rimanere concentrato sul lavoro in quel giorno. Ma non sapevo a cosa andavo in contro: ho lavorato per la serata di Italia-Ghana, Italia-Usa, Italia-Germania e Italia-Francia. E per altri centinaia di sabati. Domeniche o estati. Cos’altro c’è di più umano del lavorare faticando in cambio di denaro che andrà speso in ciò che più ci appaga?  
Lavoro da un po’ in un posto che è una specie di chalet, un po’ pub e un po’ disco da spiaggia. Sto scoprendo di essere un ottimo attuatore della mia teoria del budino. Sto conoscendo (di facciata s’intende) più persone in questi cinque giorni che negli ultimi cinque mesi. Il lavoro è molto faticoso dato che sono quasi undici ore, in cui l’unico momento in cui ci si siede è la pausa-cena: 10 minuti. Ma l’ambiente di lavoro è piacevole e poi non avevo mai fatto un lavoro con così tanto contatto con la gente. E ho scoperto di essere bravissimo, tanto bravo da totalizzare più mance della mia collega donna che può vantare una marcia in più (almeno una quinta). Ho già ricevuto i primi complimenti da chi lavorava lì prima che venissi io e questo mi fa pensare che sono un bravo lavoratore. Anche se presi un 19 in Fisica al primo anno del poli. Ieri addirittura osannavano il mio nome vedendomi arrivare con la bottiglia di prosecco su cui era stato attaccato un piccolo fuoco d’artificio: saranno stati ubriachi ma sorridevo fra me e me.
Ho conosciuto il chitarrista di Vasco Rossi, ho scoperto che a scopare tanto ti viene il callo fra il pollice e l’indice, che il Mojito non è affatto male e che l’analcolico più buono si chiama Red Peach.
In tutto questo trambusto devo andare ancora a mare ma per quello ci sarà tempo. C’ho un mucchio di cose da imparare e mi trovo in quei momenti in cui la salita è una sfida ricca di soddisfazioni. Mi fanno male i talloni ma sono un runner coi controcazzi.
E con questo, ho scritto ben trecento post. Mi sa che non m’innamoro più…

Aggiornamento parigino

Vi scrivo da Parigi. Qui l’aria è fresca, secca anche se un po’ pesante. Ho poco tempo a disposizione. Il mio lavoro è veramente bello, si lavora tanto, non so quanto guadagno, godo come un coniglio quando mi stendo sul letto alle prime luci del mattino e ho chiuso coi ricordi. Veramente ho chiuso con tutto dato che non faccio altro che dormire e lavorare. E di tanto in tanto ho qualche minuto libero per scriver qualcosa da Parigi. Stop.

Inizia la vacanza – 3 & 4 (post lungo)

C’ho due giorni da raccontare in questa personalissima e monotona cronaca dei miei primi 4 giorni di vacanza. Lato polimi il prof non ha ancora verbalizzato l’esame che mi darà la laurea, a stento riesco ancora a crederci.
Fine lato Polimi.
Lato emotivo – insicuro: va meglio. La cura che avevo pensato funziona. Non avere il tempo manco per cagare, figurati se c’è tempo per piagnè d’amore (in realtà non è che funziona al 100% ma ogni fichietieddu ri musca è sustanza)!
Fine degli argomenti che annoiano tanto.
Inizio degli argomenti che annoiano di meno (me, almeno…). Iniziamo da ieri mattina.

  • Col titolare del mobilificio, designato (finalmente!) per essere quello che “costruirà” la nostra cucina, siamo andati in cantiere a prendere le misure effettive della casa. Abbiamo scoperto che i muratori hanno interpretato un po’ a senso le misure fornite dall’architetto. Così un muro ch’era sulla carta 1.55cm è quasi un metro e sessantacinque. Fin quando vanno ad aumentare ringraziamo a dio!
  • Dato che eravamo in cantiere abbiamo assistito alla consegna delle porte (ci saranno foto giù in fondo al post). Le ritengo molto belle, soprattutto quella a vetro. Anche se non vi dirò mai di cosa ho scoperto essere fatte (non mi ricordo se “essere fatte” è italiano, mah…).
  • Ho portato il motore di Matti dal meccanico. Avevamo qualche problema già da una settimana e ad una mia accensione ho capito subito che il problema stava nella trasmissione. Inizialmente ho pensato ai rapporti ma mi sono presto corretto: è la frizione che non stacca mai! Il meccanico a una prima occhiata infatti conferma. 
  • Appena tornato a casa (saranno state le dodici…) mi chiama mio padre. Ha il pc in riparazione (si è dissaldata la scheda video dalla madre!!!) e perciò adesso usa il portatile di una decina di anni fa. Pentium 3, 850 MHZ, 128MB di ram e scheda video integrata! Solo un’altra cosa: ha come SO il millennium (brivido lungo la schiena!). Dopo un primo tentativo poco riuscito di installarci un N95 come modem esterno ho provato a montarci su con l’assistenza del 119 connessioni remote, connessioni native su Windows e infine a montarci un Nokia PC suite dell'”15-18″. Ma niente, internet è non funzionante o troppo lento. Si fa l’ora di pranzo.
  • Pasta col brodo integrata col salame inglese. Che il brodo non è sostanza, meglio scolarlo via!
  • Alle tre e mezza avevamo appuntamento con il padrone dell’appartamento di due piani più sotto per vedere come si è montato lui il bagno buono, il bb. Puntuali alle tre e mezza noi eravamo lì, lui alle quattro. Nel mentre perciò abbiamo assistito al montaggio delle porte consegnateci in mattinata. E non vi dirò mai come appiccicano gli angoli. MAH! Il bagno del futuro vicino comunque si è rivelato ispirativo, capirete fra qualche riga perché. Inoltre mà mi fa vedere che nella leggera discesa che porta al portone d’ingresso (e ai garage) manca una griglia taglia-acqua. In caso di pioggia torrentizia infatti l’acqua guidata dalla rampa giungerebbe dritta dritta all’interno del nostro garage. E questo solitamente non è un servizio offerto da capitolato!
  • Si fanno tipo le cinque del pomeriggio. Torno dal meccanico per vedere l’ammontare del danno. Sarebbe solo una molletta distrutta, ma il meccanico ritiene a ragione che la cinghia è consumata e ci vuole nuova (45€). In più Matti ha intenzione di mettere una marmitta più spinta che abbiamo già. Tarare il tutto (rulli, mollette e carburare) e cambiare i pezzi rotti costerà intorno ai 100€ che fortunatamente spenderà Matti coi suoi risparmi. Fun Fact: nei dieci minuti che sto dal meccanico arriva un ragazzo con un motard-gli mette il cavalletto-si appoggia sulla moto-la moto casca-distrugge una carena del motore di qualcuno che lo aveva fatto riparare dal meccanico in questione. A quel punto vedendo l’ira negli occhi del meccanico me ne sono scappato di corsa :D
  • Alle otto e mezza ho appuntamento col boss per il lavoro ufficiale della mia estate. Si trova in una località marittima a una ventina di chilometri da casa mia. Mi vesto elegante, camicia col colletto alla coreana e Terre D’Hermes dappertutto, e vado. Pare che non lavorerò tutta l’estate. Le due settimane a cavallo di ferragosto, qualche giorno di questa settimana e qualche giorno dell’ultima settimana di Agosto. Gli orari non sono neanche pessimi, 18:30-04:00. Dovrei fare lo scopino del boss, andare a prendergli quel che gli serve, sparecchiare, apparecchiare, fare i viaggi col cestello del ghiaccio dalla macchina crea-ghiaccio al bancone consuma-ghiaccio. Non chiedetemi quanto mi pagano, non lo so. Mi vergogno sempre a fare questa domanda. Lo scoprirò solo lavorando. Spero di avere abbastanza soldi per prendermi una fotocamera nuova, in caso avverso ripiegherò su un usato.
  • Sono le 21. Dritti filati a una cena. Non di gala, una cena con amici di papà. La trovo già iniziata ma tant’è…inizio a mangiare nel tavolo dei piccoli, o meglio dei non-grandi. La casa è una villa bellissima, la compagnia è piuttosto spiacevole nonostante vi sia un giornalista che scrisse un articolo su di me non molto gentile. Ma non era serata da occhiatacce. L’unica nota stonata è stata la madre di una ragazza. Lei voleva che la figlia si iscrivesse a Lingue a Ragusa. Io sostenevo che a Ragusa non è buona. Che cù nesci arrinesci, che se proprio bisogna fare lingue allora conviene andare alla Federico II. Lei a un certo punto fa: ma tu sei zito? No, rispondo io (brutta puttana, che minchia di domande sono, non lo vedo che sono in riabilitazione?!). E lei di petto: si vede…sisi si vede proprio che non sei zito. Ovvio… Che minchia intendeva? E poi da dove si vede? Così tanti capelli mi sono caduti? Così brutto sono? Eppure avevo le lentine…
Fine della giornata di ieri.
Oggi.
  • Sveglia per le dieci. Per il problema del pc di mio padre tocca spedire decine di MB di foto per email dal mio computer. E vabbè.
  • Mezzogiorno. Arriva la chiamata del mobilificio. Tocca andare là per vedere il disegno adattato alle misure reali. Rimando l’email di mio padre a dopo. Al mobilificio ci fanno vedere le ultime modifiche. Scegliamo gli elettrodomestici: piano cottura con quattro fuochi con la griglia solo sopra i fornelli che per altro sono incassati e non sporgenti come un normale piano cottura. Lavandino ad angolo per un totale di due pozzetti e uno sgocciolatoio. Fornello con 5 funzioni. Ventilato d’ncapo di sutta davanti e darreri. Scegliamo anche il colore del piano lavoro. Ad un determinato punto la mamma sceglie dopo un anno in questa direzione che forse è meglio togliere la penisola. Femmine sono, che ci possiamo fare. Ci tocca leggere pure il preventivo. Non è malaccio, forse ci permettiamo pure qualche sfizio tipo pensili alti 90cm, top in quarzo e non impiallacciato, tavolo in vetro. Bah si vedrà…
  • Ritorno a casa e tento di finire il lavoro di papà che però diventa un problema NP e perciò anche per la fame incalzante sono obbligato ad arrendermi. Do la colpa alla porta USB che è una 1.0.
  • Alle 14:30 sono già fuori casa. Andiamo in cantiere per scegliere se davvero togliere la penisola è un vantaggio effettivo e non solo economico. Prendiamo le misure dalla piantina e realizziamo con la carta gommata le sagome dei mobili della cucina, del divano e del tavolo, della colonna forno e del frigo. Effettivamente è meglio senza penisola, mi sa che optiamo per questa soluzione. In cantiere abbiamo beccato pure l’omino dell’elettricista ufficiale del cantiere. Con lui abbiamo controllato che l’impianto (interruttori, punti luce e prese) sia stato fatto come da noi richiesto. Tutto sommato poteva andare peggio, tutto sommato poteva andare meglio. Appena l’aiuto-elettricista ci ha lasciato con mamma abbiamo ritagliato un cartone che è diventata la sagoma del piano su cui poggerà il lavandino del bb. Sarà di quelli che stanno sopra, non di quelli incassati nel top. Saremo due ignoranti ma la sagoma c’è venuta proprio bella. Un ringraziamento al vicino che gentilmente c’ha aperto le porte della sua casetta. La prossima tappa sarà andare dal marmararo a controllare l’effettiva realizzabilità, il costo e i tempi di consegna.
  • Cinque del pomeriggio quasi. Ritorno nella villa bellissima in cui una signora mi aveva insultato il giorno prima. Devo fare un lavoro per la proprietaria. Spiego brevemente: lei ha registrato delle antiche preghiere in dialetto siciliano, perlopiù preghiere mariane. Tocca a me adesso sistemare l’audio, ritagliarlo, pulirlo, eliminare e montare. Niente di difficile, quasi piacevole insomma. Solo che intanto si fanno le sette e io devo andare dalla mamma.
  • Devo andare alla riunione dei responsabili della cooperativa: il presidente della cooperativa, l’architetto, l’impresario e un altro tipo che non so chi sia. Mi piacciono queste riunioni: poca burocrazia, tutti parlano in dialetto e si fanno esempi concreti. Alla fine non si risolve mai nulla, si fa sempre tardissimo (le 21:00) ma quantomeno si esce dallo studio un po’ meno stressati e più confusi che mai. Ad esempio si è scoperto che dovremo pagare chissà quanti mila euro perché si sono accorti che devono spostare la giunzione con la fogna comunale dato che collegandola dov’era previsto si rischierebbe un ritorno delle acque per via della pendenza insufficiente. Si è deciso l’interno dell’ascensore e altre cose secondarie. Bello bello bello!
  • Sono andato a prendere Matti da suo cugino e sono tornato a casa. E mi fa male la testa. Anche dopo il bicchiere di limoncello che ho bevuto durante la scrittura di questo breve intervento. Allego qualche oggetto! 

Qualche preghiera adesso…