L’importanza d’avere due piedi e dieci dita

Piede sinistro
Piede destro

Li vedete questi? Questi sono i miei piedi. Vi fanno schifo? A me no. Mi permettono di correre, saltare di cadere e rialzarmi. Dite che non ve ne importa, che non sono i vostri? E il blog mio è, che facciamo…mettiamo su un concorso per feticisti con i vostri piedi? E poi voglio dire una cosa riguardo i piedi, i miei di piedi.
Effettivamente sono un po’ bruttini, tutti rotti e callosi. Ma è questo il punto. Vedete, io adesso sono in Canada e mi c’hanno portato i miei piedi. Vedete, tocca andare oltre l’interpretazione letterale di quest’ultima frase. Se ho potuto affrontare le spese non indifferenti che si devono sostenere quando vai a vivere dall’altre parte del mondo per otto mesi qualcuno si deve sacrificare (in verità bisogna dire che mi ritrovo essere uno dei più fortunati dato che adesso ho il supporto pieno della mia famiglia). A sacrificarsi sono stati loro, i miei piedi. Che adesso li guardate e gli dite brutti siete! ma quando c’era da fare il loro dovere – correre – lo hanno fatto egregiamente. Correre non per vincere una gara (non in quel senso almeno), correre per guadagnare soldi e speranze che adesso galoppano nelle lande canadesi (e no cazzo, orsi non ce n’è!).
Ogni volta che ne ho avuto il tempo, ogni volta che ne ho avuto l’opportunità i miei piedi erano con me nel lavorare senza sosta. L’ultima vigilia di natale, l’ultimo capodanno, l’ultima estate e fino a qualche giorno prima della partenza i miei piedi hanno onorato il loro compito senza preoccuparsi se sarebbero diventati brutti e rotti (a onore del vero anche i miei piedi hanno patito le pene d’amore e hanno cercato di dimenticare facendo l’unica cosa che sapevano fare: camminando passo dopo passo).

Quest’estate i miei piedi piangevano come mai avevano fatto. Il lavoro che avevo consisteva nel correre da un tavolo ad un altro, nel macinare chilometri sulla spiaggia e nel fermarsi solo quando si scriveva la comanda: dalle 10 alle 12 ore al giorno per 20 giorni, lavorare là dove la gente si ubriacava sudare là dove la gente vomitava l’alcool in eccesso. Ma i miei piedi il loro lavoro lo hanno fatto come due piccole trottole: sono stati egregi e l’intero Canada adesso gli è grato. Purtroppo fuor di dolce racconto loro hanno sofferto assai. Lo sa mia mamma che, mentre io provavo a dormire ormai giorno, continuava a sistemarsi la borsa col ghiaccio sulla pianta dei miei piedi per accelerare il loro ristoro (che -ahimè- risultava insufficiente). Lo so io che guidavo lungo i venti chilometri che separavano la spiaggia dalla mia casa a piedi nudi, che almeno mi facevano meno male. E quanta Lasonil c’ho spalmato e quante scarpe diverse ho provato. E quando la pelle era così consumata che ormai usciva il sangue dalle vene e quando la pelle è iniziata a morire ed erano ancora più indifesi. In quei momenti sapevo che lo stavo facendo per un motivo (anzi due) e non ho mai desiderato realmente di trovarmi in un luogo diverso dal mio posto di lavoro: sotto il sole prima e sotto la luna poi, quel lavoro l’ho scelto senza nessuna forzatura. E i piedi lo sapevano. E’ per questo che dopo tre mesi stanno ancora tentando di guarire da quelle settimane di straordinari, è per questo che s’incazzavano quando la gente si lamentava che non c’era niente da fare in spiaggia, è per questo che sono così orgogliosi di prendersi questo “anno sabbatico”.
Sono sempre loro che m’hanno portato lassù dove ho cercato di ritrovarmi prima d’andarmene, dove ho fatto la mia minciata “che sennò-chi-sono-io-senza?”. Sono loro i miei migliori amici e sono loro l’oggetto della risposta quando una professoressa mi ha chiesto di cosa ho più paura: di perdere l’indipendenza.
I miei piedi, che adesso toccano le Indie con orgoglio e rispetto. E a voi che facevano schifo…

Dove si torna punto e a capo.

2 pensieri su “L’importanza d’avere due piedi e dieci dita

    1. Mi ricordo di te, t’ho letto da qualche parte rimandato da qualche blogroll! Seguo il filone dei mamma-blogger, può essere che ci siamo “visti” lì? Grazie per i complimenti :)

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