La sinusoide (da non confondersi con la sinusite)

Riesco a sentire i tuoi battiti sulla tastiera, il respiro dentro al microfono , quasi percepisco i battiti del cuore attraverso la camicia, poi ti guardo negli occhi e ho paura. E’ bastato un attimo, un solo messaggio per riportarmi indietro con gli anni, anni di litigi e incomprensioni, di amore e di odio. Ricominciare a vivere … ne vale la pena? Se avessi una palla di cristallo avrei proprio svoltato … “imbocca la strada questa dritta di fronte a te, non quelle parallele, che poi sono senza uscita!” ma che pizza, io la palla di cristallo non ce l’ho, ho una testa, si, che però per queste cose non funziona neanche tanto bene (meno male che fin’ora non si è spaccata!). Perché esistono gli “altri?”, non potremmo semplicemente essere tutti come Raperonzolo che nonostante non sia mai uscita di casa le piomba il principe azzurro dentro la stanza?! Che gran botta di culo che ha! E invece no, io devo attraversare il Mondo, spendere ben 800 euro e andare fino in Canada. E se poi il mio principe azzurro si rivela, che ne so … un rospo? Va bene che la fiaba è al contrario ma la realtà non funziona proprio così.

Riesce a sentire i miei battiti sulla tastiera. Quella tastiera che adesso delimita il mio essere. 26 caratteri, centinaia per alcuni linguaggi. Combinazioni di questi caratteri generano infiniti numeri di parole diverse che tuttavia falliscono comunque a definire chi io sono, cosa sento, cosa provo. E quando una infinità di parole non riescono a esprimere una (1) emozione abbiamo un problema. L’altro giorno mia mamma mi ha scritto un messaggio su facebook: “Non importa quanto hai sofferto. Ti innamorerai di nuovo.”.
E’ verità. E’ realtà. Le fiabe non esistono e sebbene hai sofferto immensamente il prossimo ciclo è lì disposto ad aspettarti.
Ricominciare a vivere, ne vale la pena? E’ una domanda comprensibile, quel settembre sapevo che sarebbe successo eppur soffrivo. E mentre cercavo di rispondere a quella domanda ho risalito la cresta ed eccomi qua in cima al ciclo. Questa è la verità: per quanto sono andato in basso, per quanto spendessi del tempo a chiedermi se ricominciare a vivere avesse un senso, per quanto ho sbattuto qua e là come una di quelle palle pazze che amavo portarmi in giro…tutto questo è ciò che mi ha portato quassù alla cima di questo ciclo.
Ogni ciclo va su e poi va giù.

Il seno

Ma non siamo rane morte in questa piscina chiamata vita. Ogni volta che inizierò ad andare giù ci appoggeremo spalla a spalla e batteremo braccia e gambe per non ritornare al punto di partenza. Ed è così che la risalita sarà più breve, ed è così che il prossimo massimo locale sarà assoluto, è così che diventeremo unici.

Ho dimostrato debolezza ultimamente e non sono felice di ciò. Avrei potuto far meglio e non sarebbe stato neanche troppo difficile. E’ stato un piccolo fallimento che mi ha fatto e mi farà riflettere. Perché i piccoli fallimenti non si ripetano mai più, perché i grandi fallimenti siano mitigati.

E sto giro tocca a me essere Raperenzolo :D

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