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Eccessi: la noiosa auto-intervista!

Finalmente l’umore giusto per scrivere ancora. Tipo adesso vorrei già aver detto tutto e ognuno sa quello che voglio dire. Ma non ho ancora detto niente e perciò tocca scrivere ancora.
Ci sono, separiamo gli argomenti, facciamo che mi auto-intervisto!

Caro me, come va la scuola? Ti aggrada o la disapprovi? Ti senti forte o ti senti una cacca? Dicci, dicci…
Caro intervistatore, intanto fatti dire che sei bellissimo. Belle queste domande, mi piacciono proprio…Rispondo alla domanda, ho capito. La scuola si trova a 20 minuti a piedi da dove abito, Broad Street, al secondo piano. La prima impressione non è stata piacevole: tantissima gente che si salutava, che era felice e che parlava come se si conoscesse da una vita. Brivido di eccesso di vita sociale. Ma pian piano ho apprezzato questa socialità che talvolta sfocia nel puerile, che si sa io sono grande e tu sei piccolo.
La mattina mi alzo per le 7 e dopo aver fatto colazione, preparato il lancio (pranzo) e dopo un po’ di pc per le 8 e 10 esco di casa con mia cugina che lavora a 100mt dalla mia scuola. La scuola è organizzata da un corso mattutino e uno pomeridiano con due break nel mezzo: durante la mattinata si svolge la vera e propria lezione  di inglese: grammatica, regole, pronuncia, altre regole. L’ho detto che studiamo le regole? Il pomeriggio è “conversation”, la prof. sceglie n’argomento e s’attacca a parlare di tutto. Mi piace la lezione del pomeriggio, piace a me che amo quelle piccole differenze fra paesi lontani: ho potuto chiedere ad una giapponese del terremoto e delle sue reazioni, ho potuto chiedere ad un koreano quanto sia vero che la loro scuola è fra le più severe, ho potuto constatare che fra italiani e colombiani la differenza è molto sottile, ho scoperto che non tutti gli svizzeri vanno a sciare. A propositi di svizzere. C’ho una strana ossessione io. Ho sempre coniugato l’andare a scuola con il cercare una sposa. Cioè una cosa simile, non così esagerata ma il concetto è quello. Non vedo l’ora che questa svizzerina vada via, non vorrei che accadesse che quando penso alla Svizzera pensassi a Judith e non al mio fidato zaino della Victorinox che mi ha accompagnato da quand’ero in terza elementare. Quello zaino è per sempre e quando si rompe lo porto dal calzolaio, è una cosa preziosa insomma. Una cosa che ho potuto apprezzare con orgoglio è l’amore che il mondo ha dell’Italia (se trascuriamo quando parlavamo di politica, di corruzione e di mafia). Gente che mi chiede cosa vuol dire “Buongiorno Principessa”, gente che dice che il fascino italiano è eccitante (no beh, la parola esatta era exciting), gente che fa a gara per chi ha visitato più città italiane. Io a questa gente disegno la cartina dell’Italia con forme geometriche che spaziano dal triangolo al rettangolo per finire col trapezio. E’ bella l’Italia quando non ci vivi dentro il fango. I genovesi, poveri loro, sono attualmente in prima fila. E gli aquilani si accontentarono del secondo posto sul podio.

Ci fanno desiderare…
…e ci fanno pure giocare!

Caro amico (ci scrivi), raccontaci qualche stranezza del Canada e della vita in quel posto. E’ come non lo raccontano da nessuna parte, cioè…com’è il Canada?
Intanto colgo lo spazio che mi offri per sponsorizzare la più grande galleria che un blog italiano abbia mai avuto sul Canada. Le ultime foto sono state scattate a Sidney, una ridente cittadina popolata da gente in pensione a 22 kilometri da Victoria!
http://www.minciati.eu/canading/
Il Canada è il miglior posto dove ogni essere umano civile vorrebbe vivere. Io vivo su un’isola più grande della Sicilia, di fronte Vancouver e a poche ore di navigazione da Seattle. Poco traffico, sicurezza nelle strade e nelle case ai massimi livelli, molte giornate con un tiepido sole e poche con parecchia neve. Qui sembra la Terra Nova di Spielberg per me che ho vissuto a Milano e in Sicilia (come dire, è una conoscenza variegata). Non c’è la toppa nelle porte perché non serve, la gente rispetta il codice della strada alla lettera e non lo interpreta, i pedoni hanno la assoluta precedenza e la gente è cordiale come se fosse siciliana. Certo, hanno una piccola influenza proveniente dagli Stati Uniti: vogliono le cose grandi, più sono grandi più sono belle. Auto così grandi che qui le chiamano con lo stesso nome usato per indicare i camion, alberi alti come grattacieli, uccelli di dimensioni smisurate, porte dei frigoriferi più larghe delle (poche) porte della casa, hamburger impossibili da addentare, oblò della lavatrice (e della asciugatrice) spropositati. Quello che mi chiedo io è: perché comprarsi un truck se poi puoi andare soltanto a 50km/h? Per sentirsi sicuro? Ma a 50 km/h pure con i pattini si è sicuri! Ma se si è disposti a queste stranezze il resto è uno spasso. Per noi italiani tocca abituarsi al caffè americano ma in cambio si riceve il burro d’arachidi che viene na meraviglia spalmato con la nutella. E poi in qualche negozio italiano esiste anche qui la moka. Di negozi italiani e di negozi che vendono cibi italiani ce n’è a bizzeffe. La pasta costa un poco più che da noi (mi sembra ovvio) e non c’è tutta la varietà a cui siamo abituati (mi pare ancora più ovvio): io non ho ancora trovato le mie mezze penne rigate! La nutella è un poco più costosa e il Tonno Rio Mare costa un botto. Come salumi e formaggi se d’importazione così la carne anche se locale: i prezzi per questi alimenti sono alle stelle. Non è raro trovare una steak (sui 600 gr.) intorno ai 10$ e se volete mangiare fuori due hamburger due bicchieri di vino e un po’ di insalata viene sulle 50$. La qualità è buona se si rifiutano i classici cibi americani e la varietà è eccezionale.
Una nota critica la spendo parlando della sanità e della televisione. I prezzi sono elevati per entrambe le cose ma c’è un ma. Per la mia copertura medica pago 2$ al giorno fino a dicembre quando pagherò un po’ meno dato che sarò a tutti gli effetti uno studente e avrò la copertura della mia provincia, la British Columbia. Tutti hanno una assicurazione medica ma nessuno può negarti le cure se sei in fin di vita e nullatenente. Praticamente le tasse qua ammontano intorno al 15% (ma è solo una media, varia molto fra i vari ceti sociali) e in queste tasse non è inclusa la sanità: ognuno sceglie la propria copertura medica in base a quel che vuole assicurare e ai massimali. E’ facile trovare gente che ha assicurato la propria vita, la casa, la vita dei figli e la macchina all inclusive!
Per quanto riguarda la televisione qui la gente paga circa 80$ al mese. Lo so lo so, noi con meno di 100€ paghiamo la Rai per un anno intero. Ma volete mettere la tv via cavo con quella schifezza che abbiamo noi? Centinaia di canali, varietà di scelta e moltissime altre comodità. Ma c’è un botto di pubblicità comunque evitabile col “time-shift”.
Per quanto riguarda Internet dipende dalla offerta e dall’operatore che si è scelto: le velocità che ho potuto constatare sono comunque ottime anche se si pecca troppo sull’upload (non ho mai visto una connessione raggiungere il Mb in up). A quanto pare c’è pure qualche problema con i principali siti di hosting, pare abbiano la banda “cappata”. Questo è quello che mi ricordo adesso [intanto sono passati tre giorni da quando ho iniziato a scrivere questo post], quello che più mi ha scioccato. Ma (si spera presto) ci saranno aggiornamenti, di quel tipo di cui ero tanto ghiotto quando cercavo informazioni sul Canada dall’Italy!

Abbiamo capito che stai bene. Grazie per essere stato così chiaro, qui in Italia c’abbiamo la merda che ha fatto un giro completo e sta ripassando dal via. Vuoi tirarci su di morale dandoci qualcosa? Te ne saremmo grati!
Bih che bella domanda, molto intelligente. Proprio si vede che è articolata bene; rispondiamo quindi!
Allego qualche foto che illustra il costo della vita di qua, che come è ben noto è superiore a quello delle più ricche città italiane (per alcune cose s’intende, è chiaro).

3$ mezzo chilo di pasta: ci possiamo mica lamentare?
Vascedda di ricotta
‘u pummaroru a 5$ a bottiglia
…e la qualità non è quella a cui siamo abituati!
L’Hamburger più buono della mia vita, un altro hamburger, due bicchieri di vino, un po’ di insalata, maionese e un supplemento (funghi): 52$ + 10% di mancia per due persone! 

Catania – Vancouver

Manca giusto qualche ora alla partenza. Quella tanto desiderata e sognata tramite le immagini e le informazioni che google riusciva a mostrarmi. Non c’è dubbio che io stia sovrastimando questo viaggio in Canada ma non ho paura di rimanerne deluso. Il viaggio sarà sì faticoso ma mi sono sempre piaciute queste avventure al limite del selvaggio; quando appresi che era necessario un pernottamento in aeroporto mi sono ancor più fomentato. Non so spiegare questa ricerca continua dell’avventura che talvolta mi porta a rischiare, forse è impegnare il tempo forse è dimostrare qualcosa a me stesso.
Per adesso scrivo nella casa che è stata la mia per gli ultimi 8 anni e non ci tornerò più dato che ci stiano trasferendo in una nuova abitazione, sicuramente più comoda elegante e appunto nuova. La cosa mi scuote un po’ perché molti dei miei ricordi sono confinati fra queste mura ma il rinnovamento porta una rottura con il passato. Lo so bene io che sto andando in Canada per costruire nuovi ricordi che distruggano alcuni di quelli vecchi. Sì sto andando anche per questo.

Aggiornerò questo post (se mi sarà possibile) durante il viaggio, prevedo durante la nottata a Dusseldorf.
A presto,
pitito!

Aggiornamento delle 15:50, Modica, stanzetta mia: Potete vedere tutto ciò che ho scritto sul Canada, qui: http://www.minciati.eu/tag/canada/ Sto per partire :)

Aggiornamento delle 21:34, Dusseldorf, da Starbucks (abusivamente): 

Sono in aereo verso dusseldorf. Sto sorvolando una città e in tv danno pluto, in non so quale lingua. Adesso ho collegato le cuffie al bracciolo, canale 3, danno musica classica. Siedo a fianco ad una coppia tedesca, lei ha gentilmente tradotto per me ciò che diceva lo steward: cheese hamburger or ham hamburger è stata la traduzione. Ho scelto il primo e non so se è stata una buona scelta: faceva schifo ma chi può sapere il gusto del secondo. Ho sofferto un po’ quando l’aereo ha lasciato catania, ho sofferto altrettanto quando ho salutato mia madre, lei nel suo saluto contenuto per via della mia predica. Il gps mi informa che siamo a 12000 metri ad una velocità di 824km/h e mancano circa 720km all’arrivo. Se mantenessimo questa velocità arriveremmo perciò in anticipo. Adesso il gps ci mostra la posizione, saremo ad un 200km a nord-ovest di Venezia. Il bracciolo mi sta facendo ascoltare la imperiosa “Cavalcata delle valchirie” (sulla cavalcata non sono sicuro, ma sul fatto che nel titolo ci fosse la parola valchirie assolutamente sì). Ho avuto assai paura una volta passato il metal detector. Ne ho parlato a tratti con Beatrice che come faceva ai tempi mi ha rassicurato, fatto ridere, mi ha calmato. Del resto lei non lo sa ma il suo tono di voce rievoca in me così dolci ricordi che è evidente che la calma e la sicurezza passano da lei a me tramite un collegamento telefonico. Più dolce della canzone attuale del bracciolo, Le quattro Stagioni di Vivaldi (per la precisione, stagione primavera). Un signore tocca uno schermo dell’aereo e scopre che non è touch, un tempo chi toccava uno schermo veniva preso per incivile, sporcaccione e quantomeno indelicato. Scopro sempre dal gps che mostra le informazioni a schermo che la temperatura esterna attuale è -55°. Penso che il formaggio e la salsiccia nel bagaglio da stiva se la stanno passando proprio bene, dato che le stive non sono totalmente climatizzate. Lo steward che mi ha proposto i panini schifosi si è però fatto voler bene, dandomi un bicchiere extra di CocaCola. La tipa tedesca accanto a me sostiene che sto in un “better seat”, così almeno mi è parso di capire. (Adesso il bracciolo suona un incalzante “Halling in the mountain kings”)(P.S: il titolo non viene detto, li riconosco io!). Al momento di salire sull’aereo ho pure ricevuto una caramella al limone (penso che fosse limone, forse…); ne ho prese due e poi ho anche preso una repubblica e due espressi (uno incredibilmente è del 27 ottobre 2011, sono avanti questi dell’air Berlin).

La gente quando sono andata a salutarla mi ha detto in media queste cose: buon viaggio, divertiti, mi raccomando, scopa più che puoi, copriti che fa freddo, mandami una cartolina, più vicino no?, ma dove vai, a Toronto?, bello il Canada ho un amico di mio cuggino che forse una volta ha visto in un libro una fotografia del Canada.

Ho sciolto le scarpe che ho i piedi in calore, nel senso che sentono caldo. Pare che siamo in Austria adesso, magari al confine con la Svizzera. Fuori dall’Italia insomma, il Canada si fa sempre più vicino. Alla velocità di 797 km/h (abbiamo rallentato un po’ che c’era una curva brutta).

21:53, ancora sull’aereo.

 

Inizia la vacanza

Ieri sono arrivato nella mia casa. Nel mio paese. Nella mia terra. Ma tutto questo è già lontano.
Stamattina mi sono svegliato alle 10. Alle 11 eravamo già in giro. Elenco le cose che ho fatto oggi:
  • Orologiaio, nel tentativo di ri-riparare l’orologio. Tranquilli, non s’è rotto con un pugno ma cadendo da un tavolo. 
  • Gitarella all’assicurazione per “riaccendere” l’assicurazione della mia piccola macchinina del ’97.
  • Giretto velocissimo da carpisa: una valigia nuova costa 100€. Parto con quella di cartone.
  • Ottico. Per un difetto (non provocato da me) è andato via l’antigraffio dei miei vitali occhiali da vista. Perciò devo mandarli in garanzia, anzi l’ho già fatto. Così dovrò stare per una decina di giorni con le lenti giornaliere. La cosa mi ha fatto incazzare un po’.
  • Manca il colore, i pensili e il lavello…
  • Sempre dall’ottico. Ho misurato la vista e si è riscontrato un aumento della miopia di 0.25 per occhio. Poca roba, ma prima di partire per il Canada farò gli occhiali per averne uno di emergenza. Ho infine scoperto che mi è quasi vietato fare il Bungee Jumping per via del mio distacco dell’umor vitreo. Non che l’avessi prenotato per domani, ma il fatto che non posso fare qualcosa mi fa irritare. Sul paracadutismo però ho meno vincoli, vuol dire che mi getterò su quello. Anzi…mi getterò da un elicottero. Da quello.
  • Nel pomeriggio Ikea. Quasi 300km di autostrada, e qualcuno di strada tortuosa e provinciale. Cercavamo una cucina, un soggiorno, un divano con la sciatlong, e il lavello per il bagno buono. Diciamo che è stata una visita poco fruttuosa: abbiamo scoperto che il low-cost svedese è paragonabile ai prezzi siciliani. Però noi c’abbiamo anche il caldo (ma le bionde no, ma le bionde no!).
  • Pizzeria. Era ora di una buona pizza. E’ stato proprio lì che ho scoperto tramite il mio amico Sergiuz di essere ufficiosamente un dottore. Ho passato infatti la mia ultima materia. E l’ho passata con più dei punti che mi servivano per prendere il punticino in più al voto di laurea. Ho cantato un po’ in macchina la vecchia imbarazzata :D canzoncina del buco del culo.
  • Sono andato a Sampieri, da cui sono tornato solo da poco. Cercavo il titolare della discoteca in cui ho lavorato quest’estate. Il boss si è aperto un grande chiosco sulla spiaggia e io vorrei andarci a lavorare in estate. Sul perché di questa mia scelta ci torno quando ho meno sonno. Il fatto è che il boss sta male, ha tipo la febbre. Perciò sono tornato a casa. Non prima di essermi fatto una passeggiata sul lungomare, avere annusato le alghe marce e aver capito che m’hai lasciato con un sacco di ricordi.

 Un po’ di foto ora.

Questa per ricordarmi (dopo un lustro e un giorno) che ogni cosa deve essere misurata.
Questa per ricordarmi che nella vita le porte si aprono sempre.
Tutto sta nello scovare lo spiraglio di luce…
E questa infine per ricordarmi che non è importante se rimani serio o se ridi di gusto.
L’importante è vivere e giocare. Sebbene stai guidando per finta con uno sterzo fantasma…

E’ già Pasqua alla 244/2 ( o forse /1…)

La pasqua quest’anno anticipa. La pasqua quest’anno arriva con le poste italiane. La pasta anche quest’anno è un evento di immensa gioia, di quelli che sai che sono belli belli bellissimi. E poi però saranno ancora più belli. Non mi sognerei mai di paragonare l’estate di un anno fa a quella di quest’anno. Le cose cambiano, le persone cambiano, tutto cambia. Come il mio orologio, per quanto monotono possa sembrare il suo lavoro, non si trova mai in una situazione precedentemente affrontata. Come bagnarsi nell’acqua di un fiume che scorre, ma questa l’ha già detta qualcun’altro e allora io faccio finta di niente.
E’ arrivato il pacco, quello che avevo richiesto. E tutta la mia pasqua sta lì dentro. C’ho trovato quel che cercavo ma le quantità sono stratosferiche. Insieme alle decine di litri d’acqua adesso ho anche il cibo per restare rinchiuso in casa per mesi.
C’era anche qualcosa che non avevo richiesto ed è stato come quando si conosce una nuova persona. Ci sta fuori tutta quella carta e scotch (particolare importante: ho squarciato tutto con un coltellaccio): bisogna riuscire a guardar dentro se si vuole davvero scoprire quanto potrà essere importante. Una volta eliminate le ovvie barriere di protezione trovi ancora carta da imballaggio. L’attesa è snervante e appena vedi il suo cuore inizi a sorridere. E poi più vai in fondo più scopri cose nuove, che non pensavo potessero esserci. E invece sono lì in attesa che tu li colga. E li mangi. Ho trovato di tutto, pastieri mandorle 2kg di biscotti fini cioccolata cobaita torrone nutella vape integratori piselli verdi ‘mpanatiddghi  noccioline savoiardi pane di casa due profumi diversi deodoranti ciunghe salatini arance cedri limoni chili di grana padano (che per inciso o mia Duli in Sicilia costa meno di 10€/kg). Perfino un giubbotto c’era in mezzo a questa roba.
Non merito che meno della metà della roba che c’è lì dentro. Tutta questa fiducia riposta sul mio capo ritengo sia eccessiva. Mangerò tutto di gusto, offrirò qualcosa agli altri ma io m’ingozzerò finché la mia pancia non mi farà male. Il fatto stesso che quelle cose siano state comprate vicino casa mia rende tutto favoloso, di un profumo maestoso, di un gusto paradisiaco. Sarò felice una pasqua…
E poi ci lamentiamo se ci dicono terroni, casa mia è l’emblema della Terronia. Arance, cedri e cioccolato modicano. E poi strani biscotti con la carne e carne messa dentro a una rosa fatta di pasta dei biscotti. 
E io mi trovo in mezzo a loro, loro che festosi mi diranno sottovoce mangia lè.
Come posso dir di no? 
Un attimo prima…
…e quello dopo.
I famosi pastieri, due stanno già dentro di me…
Oggetti di varia natura. Vediamo di non dare il Sustenium alle zanzare e bersi il vape

…cosa c’è? Ancora nutella?
Che vita sarebbe senza…
Mi ammalerò lo so, mi ammalerò!
Valli a ordinare poi… 
Confronto fra la dimensione della Pasqua e la mia mano
Fortuna che peso 64kg…

Il pacco di pasqua [Aggiornato al 14 Aprile]

Questo post è per la mamma che mi deve spedire il pacco di pasqua.
Cose che vorrei trovare dentro il pacco:

  • Mandorle tostate. C’ho voglia di mandorle tostate, qua se ne trovano ma in sacchetti piccoli piccoli e cari cari;
  • Quattro-Cinque tavole di cioccolato modicano per me, che li ho finiti;
  • Poi un’altra cosa: avevo promesso a una signora della mensa che le avrei portato qualcosa. Mò scuddai, potresti metterci un pacchettino di ‘mpanatiddghi o di torroni o di cioccolata? Di qualsiasi cosa, ma ‘na cosa che costa poco.
  • Biscotti. Attenzione però: non i Mellin nè i Pan di stelle. Vorrei quei biscotti che non si trovano qua (per esempio hai presente quella specie di squisiti ma più fini?), e che durano tanto. Gli ‘mpanatiddghi sono graditi ma solo se non ti costa troppo tempo prepararli. Nun mi mannari i mustazzola cà nun mi piaciunu, sui tipi ci concordiamo per telefono…meglio và…;
  • Due pani di casa mandali. Di quelli di Scicli, così anche se passano 3-4 giorni prima che arriva il pacco non diventano troppo duri (ma la signora del forno il pane lo fa cò cruscenti?);
  • Vedi se quello delle lentine ti dice che riesce a dartele prima di venerdì: in caso di risposta positiva vorrei un pacco di giornaliere, in caso negativo le compro qua a Milano; 
  • Il passaporto. Non so quanto sia sicuro spedirlo con le poste, ma forse potrebbe servirmi al consolato. Quindi mandalo, in caso il pacco lo assicurate;
  • Ti ricordi quello sciroppo di..che era limone? Quello che facevi nella casa vecchia e che doveva essere diluito? Si può mandare o si fa brutto?
  • Ah, nel mio armadio ci dovrebbe essere un giubbotto estivo blu. Non quello di Navigare, un altro: lo riconosci perché ha la cerniera rotta ma tanto ci sono i bottoni e si ciuri ‘u stissu;
  • Solo se ti ricordi com’è fatto: le piastrine del Vape. In fondo c’è la diapositiva ad ogni modo;
  • Se ne hai la possibilità, mi compri un profumo di quelli tarocchi al mercato? Deve essere tintu, profumato e cà costa picca;
  • Gli integratori. Vedi che dice il dottore, in caso prendi quelli che m’ha dato papà quest’estate.
  • Formaggio di quello economico ma che assomiglia al grana padano.
Se mi viene qualcos’altro in mente lo scrivo qua. Grazie.

Afanculu Piola. Again

Previsione per oggi.

  • Partenza da Studentato: fra 5 minuti.
  • Arrivo alla fermata del 90/91: fra 6 minuti.
  • Scambio con la 73 direzione linate: 16 minuti e una manciata di secondi.
  • Arrivo a Linate: 25/30 minuti c.a. (variabile pilotata dalla noia dell’autista del 73)…

previste a questo punto lunghe ore d’attesa, le più lunghe da 2 mesi ad oggi (omettendo le eccezioni necessarie)

  • Partenza aereo: 3h e 15minuti c.a. (variabile pilotata dalla noia dell’autista dell’airbus della windjet)
  • Arrivo a Catania: …uhm..facciamo le 22 ?
  • Arrivo sull’uscio di casa mia: sempre trooooppo tardi..ma beh “arrivai..cù cazzu si ni futti ciui”

Previsti lunghi interventi scritti nelle lunghe ore in assenza della “ragnatela” (web, ndr ) che verranno aggiunti solo quando la noia dell’autista della mia vita sia minore dell’interesse che spende nell’aggiornare questo spazio.

Caricamento stato emotivo felice ed eccitato: fatto!
Caricamento stato emotivo campanilista: fatto!
Caricamento desiderio di sole e mare e granita e caldo e goduria: fatto!
Caricamento desiderio di permanenza in loco siculo: ah era già fatto questo ?dici che è sempre attiva questa voce…boh!
Caricamento “portati l’occhiali che poi Sergio non può farti il favore che parte anche lui oggi, ricchione! (sergio)” fatto!
Caricamento Valigia…quasi fatto!
Caricamento “monta la testa sul collo in senso antiorario previa lubrificazione degli ingranacci” Fallito!!!

ops..cazzo..mi sa che dovrò riavviare..

Tratto da un post vero: http://gas12n.blogspot.com/2009/05/afanculu-piola.html

Pane e Nutella

Oggi, dopo aver riposato un pò dopo pranzo, ho chiesto a duli di scongelare con il suo Magnifico fornetto due fette di pane, emigrato anch’esso stipato fra le mutande e i calzini. Una l’ho mangiata con la nutella, perchè volevo assaporare l’estasi del cacao sciolto in mezzo ai denti. Nell’altra non ho messo nutella, perchè finalmente volevo gustarmi il gusto del pane siculo.
Questa è la mia vita.

A casa sugnu.

Ho dimenticato tutti quei discorsoni sulla felicità e dintorni.
In realtà sono felice quando quell’aereo fa la curva e dal finestrino vedo esattamente sotto di me i terreni dei massari, che paiono pezze di jeans strazzati. E sono felice quando esco dall’aereo e m’entra nei polmoni ossigeno, azoto, e altre schifezze a 20°. A dicembre. Che poi si sente che quello è ossigeno siculo, minchia se si sente.

Posso parlare quanto voglio, studiare, innamorarmi, dire minchiate e fare tutto ciò che mi è concesso: quando il mio piede poggia sulle spalle di Tifeo, in quel preciso istante, so di essere felice. A casa sugnu.

…figghia mia a ccu t’haju a dari!

Studiavo questa mattina, studiavo. Ci provavo quantomeno, dato il periodo infelice (esclusivamente sotto questo punto di vista) che sto attraversando.
La brusca interruzione di un estate entusiasmante, il ritorno a milano ( che non si merita neanche l’iniziale maiuscola, tiè) e la lontananza dei cari “parenti” ha provocato in me un odio profondo verso la materia in questione. C’è da dirsi che l’accoppiata Pacco-Dulio non ha migliorato la situazione alquanto precaria.
Ed è così che stamattina, stanco di far cose che non capisco e che non capirò, mi dedicavo con tutto me stesso a fare una pausa. Non so come ma ci fu come qualcosa, qualcosa che mi fece svegliare dal torpore vettoriale: una canzone della mia terra (che è la più migliore assai etcetc ma queste cose già le sapete, sono ovvie d’altronde!).
Coooomunque, è da stamattina che rido come un matto disperato ad ascoltare e riascoltare questa canzone, per poi improvvisamente diventare serio nel leggere l’ultima strofa. Serio col sorriso.

E la luna a menzu o mari, mamma mia m’ha’ maritari,
figghia mia a ccu t’haju a dari, mamma mia penzici tu.
Si ti dugnu a lu chiancheri, iddu va iddu veni la sasizza ‘n-manu teni,
si ci pigghia la fantasia ti nsasizzia figghia mia.

E la luna a menzu o mari, mamma mia m’ha’ maritari,
figghia mia a ccu t’haju a dari, mamma mia penzici tu.
Si ti dugnu lu fruttaiolu, iddu va iddu veni lu citrolu a ‘n-mau teni,
si ci acchiappa la fantasia ti citrulia figghia mia.

E la luna a menzu o mari, mamma mia m’ha’ maritari,
figghia mia a ccu t’haju a dari, mamma mia penzici tu.
Si ti dugnu a lu pumperi, iddu va iddu veni e la pompa a manu teni,
si ci pigghia la fantasia poi ti pumpia figghia mia.

E la luna a menzu o mari, mamma mia m’ha’ maritari,
figghia mia a ccu t’haju a dari, mamma mia penzici tu.
Si ti dugnu o gilataru, iddu va iddu veni e e lu conu a manu teni,
si ci acchiappa la fantasia ti fa liccari lu conu a tia.

E la luna a menzu o mari, mamma mia m’ha’ maritari,
figghia mia a ccu t’haju a dari, mamma mia penzici tu.

Si ti dugnu a ‘n-autista, iddu va iddu veni e lu cambju a manu teni,
si ci pigghia la fantasia la marcia cancia figghiuzza mia.

E la luna a menzu o mari, mamma mia m’ha’ maritari,
figghia mia a ccu t’haju a dari, mamma mia penzici tu.

Iu ti rugnu a un picciutteddu, riccu è, beddu assai, e ti voli tantu beni.
Notti e jornu voli a tia pi vasariti figghia mia “.

Confini (in)Visibili

“…Qualsiasi siciliano – che abbia un minimo di buon senso – ogniqualvolta vede il cartello Villa S.Giovanni nella direzione corretta inizia a sentire una morsa al cuore. Spinge lo sguardo ai limiti dell’orizzonte, finalmente la speranza può mutarsi in lacrime di felicità: oltre quello stretto di mare che separa i buoni dai cattivi che separa un intero popolo da un’altro che separa lingua e tradizioni e cultura e sapori, che separa i siciliani dai calabresi, oltre quello stretto si tocca terra come mai lo si è fatto prima, si tocca la felicità.”


Casa casa casa casa, quella è la mia casa e lo sarà per sempre.
Andrò lontano da essa, girerò intorno al mondo e tornerò a casa. Come l’acqua che torna all’oceano.
Casa casa casa.
Non c’è nulla di materiale che sostituirei con l’amore per la mia terra, l’amore della mia terra.
Se un dio esiste di sicuro abiterà da queste parti, da questa lato dello stretto.